Carrarese, Pagliuca: “Servono umiltà e carattere. Khafi è un giocatore di grande prospettiva”

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La trasferta di Palermo rappresenta un nuovo banco di prova per la Carrarese di Guido Pagliuca, attesa al confronto con una delle squadre più attrezzate del campionato di Serie B. Alla vigilia della sfida del ‘Barbera’, il tecnico ha sottolineato l’importanza dell’atteggiamento e della capacità di competere contro avversari di alto livello, soffermandosi anche sulla gestione degli impegni ravvicinati e sulle condizioni degli indisponibili. Nel corso della conferenza stampa, spazio inoltre alla crescita di Khafi, al contributo dei giovani della Primavera e ai progressi della squadra in fase realizzativa.

Mister, come si affronta una settimana con tre partite in otto giorni? Si ragiona gara dopo gara oppure si pianifica un turnover in base agli avversari?
“Valutiamo partita dopo partita. Ogni gara è importante per il nostro percorso, soprattutto perché affrontiamo squadre con giocatori di grande qualità per la categoria. Sono sfide che ci devono permettere di competere e capire quanto vogliamo fare bene contro avversari di questo livello. Ogni partita è determinante e dobbiamo concentrarci su una alla volta. È una settimana nella quale ci sono tanti punti in palio e dobbiamo essere bravi a conquistarne il maggior numero possibile”.

La Carrarese si prepara ad affrontare il Palermo al Barbera, contro una squadra indicata tra le principali candidate alla promozione. Quale atteggiamento servirà?
“Senza dubbio affrontiamo una delle squadre più forti, se non la più forte, del campionato. Dobbiamo farlo con grande umiltà, ma anche con il piacere di giocare partite di questo tipo. Nella nostra rosa ci sono tanti giovani che, fin da quando hanno iniziato a giocare a calcio, sognavano di misurarsi con avversari di questo livello. Dobbiamo farci trovare pronti dal punto di vista agonistico e caratteriale. È fondamentale presentarci con il piglio giusto, con l’atteggiamento di chi vuole lottare su ogni pallone. Credo sia un aspetto decisivo sia per la partita sia per il nostro percorso di crescita”.

La differenza di esperienza può essere significativa. Come si può compensare attraverso il lavoro sul campo?
“Dobbiamo giocare con entusiasmo, con il piacere di ricevere il pallone, affrontare i contrasti e reggere i duelli, sia individualmente sia come squadra. Allo stesso tempo, dobbiamo puntare sulla semplicità. In un ambiente così caldo e prestigioso come quello del Barbera, dobbiamo affidarci alle cose che sappiamo fare meglio: il controllo e il passaggio, gesti semplici che ci permettono di entrare in ritmo. L’approccio deve essere quello di una squadra che vuole competere contro giocatori forti, con grande umiltà e il piacere di misurarsi con una sfida del genere”.

Qual è la situazione degli indisponibili, in particolare di Dagba, Vujevic e Bonfanti?
“La partita di domenica a Modena ci ha lasciato qualche strascico e abbiamo alcune defezioni. Non abbiamo ancora recuperato nessuno dei tre giocatori citati. Dobbiamo capire quanti elementi riusciremo ad avere al cento per cento per la prossima gara. La priorità è mandare in campo giocatori che abbiano energie sufficienti e siano fisicamente pronti a sostenere una partita di questo livello. Faremo il punto definitivo insieme al medico e allo staff sanitario, poi prenderemo le nostre decisioni”.

In vista della partita, chi guiderà la squadra dalla panchina al posto suo?
“Mi dispiace molto non poter essere accanto ai ragazzi, perché mi stanno dando tutto. È un gruppo fantastico e avrei voluto essere lì con loro. Sono però consapevole di avere una squadra intelligente, che conosce l’importanza dell’aspetto emotivo e della disponibilità a lottare su ogni pallone. Saranno Riccardo Carbone e il nostro preparatore dei portieri ad aiutare i ragazzi. Sono convinto che sapranno sostenersi a vicenda in campo. Uno degli obiettivi di prestazione che ci siamo dati riguarda proprio la comunicazione tra i giocatori: deve essere positiva e richiamare il lavoro svolto durante la settimana in preparazione alla partita”.

Khafi è tornato in panchina dopo un periodo nel quale aveva trovato meno spazio. Come valuta il suo percorso e le sue caratteristiche?
“Khafi è innanzitutto un ragazzo eccezionale dal punto di vista umano e morale. Si allena con grande intensità e mi piace molto per la qualità che possiede e per la personalità con cui cerca sempre la giocata. Non si accontenta della soluzione banale, ma prova a trovare quella più efficace. Spero che nel percorso di crescita della squadra ci sia spazio anche per la sua crescita, perché sono convinto che sia un giocatore di grande prospettiva”.

La squadra è pronta, dal punto di vista atletico, ad affrontare tre partite ravvicinate? E quanto è soddisfatto delle risposte arrivate da chi è subentrato?
“Dal punto di vista atletico siamo preparati. Abbiamo uno staff di preparatori molto bravo e, soprattutto nelle prime due settimane, abbiamo svolto tanti allenamenti ad alta intensità. La squadra ha dimostrato una buona capacità di recupero e sono convinto che la giovane età possa aiutarci a sostenere impegni ravvicinati. Per quanto riguarda le rotazioni, nella nostra rosa non ci sono titolari e riserve: ci sono giocatori che hanno accumulato più partite e altri che devono ancora trovare spazio. In questo momento abbiamo anche bisogno di inserire elementi con maggiore esperienza, ma sono molto contento di tutti quelli che sono entrati. Sono soddisfatto anche di chi finora non ha avuto la possibilità di giocare. Si allena con intensità e contribuisce a mantenere alto il livello del lavoro settimanale. È proprio questo il valore del gruppo: sono convinto che chiunque venga impiegato, dall’inizio o a gara in corso, possa essere utile alla Carrarese”.

La Primavera sta disputando un ottimo campionato. Ci sono giovani che l’hanno impressionata e che potrebbero avere un’opportunità in prima squadra?
“Baroncelli è un ragazzo che possiede qualità, soprattutto dal punto di vista tecnico e nel primo controllo. Sono convinto che possa diventare una risorsa importante per il futuro della Carrarese. Abbiamo obiettivi chiari: vogliamo far crescere tanti giovani, senza perdere di vista la classifica. Questo è un campionato difficilissimo e basta rallentare anche per poco per rischiare di pagare dazio la domenica successiva. Il nostro compito è lavorare bene ogni giorno, in ogni allenamento, cercando di far crescere il più possibile tutti i ragazzi a disposizione. In alcune esercitazioni coinvolgiamo anche sei, sette o otto elementi della Primavera. È un segnale della qualità presente nel settore giovanile: avere ragazzi capaci di svolgere un lavoro funzionale alle esigenze della prima squadra ci permette di allenarci meglio e di preparare situazioni che possono tornarci utili in partita”.

Nelle ultime due gare la Carrarese ha segnato quattro gol, il doppio di quelli realizzati nelle prime cinque giornate. Come spiega questo miglioramento offensivo?
“Il merito è dei ragazzi, che si allenano con intensità e affrontano il lavoro con piacere e concentrazione. Nel calcio di oggi la concentrazione per tutti i 95 minuti è determinante. Sono soprattutto dispiaciuto di non poter essere in panchina con loro. Avrei voluto che tutto lo staff, compreso Bruno, fosse lì a sostenerli e a dare anche solo un piccolo contributo. I protagonisti principali del calcio restano però sempre i calciatori: sono loro che scendono in campo e prendono le decisioni. Noi dobbiamo allenarli affinché riescano a scegliere nel modo più rapido e corretto possibile”.

Redazione

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Fonte della notizia: TMW

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