Inzaghi: “Dimenticare il passato e puntare a 80 punti. In B serve l’elmetto”

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Alla vigilia della sfida contro la Juve Stabia, l’allenatore del Palermo, Filippo Inzaghi,  ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa, analizzando le condizioni della squadra, le scelte tattiche e gli obiettivi stagionali senza nascondersi, ma predicando massima concentrazione.

Condizioni della squadra e nuovo modulo
Il tecnico ha rassicurato sulle condizioni generali del gruppo: “Stanno tutti bene, sono tutti recuperati tranne i due squalificati. Bani giocherà, mentre ci mancheranno Pierozzi e Palumbo”.
L’attenzione si è poi spostata sul cambio di sistema di gioco: “Ho cambiato perché, per i giocatori che abbiamo in rosa, penso che questo modulo possa essere più congeniale. Era un’idea nata già lo scorso anno con l’arrivo di Johnsen, prima del suo infortunio. Con la palla cerchiamo di fare un calcio di movimento, non ci sono più ruoli fissi al di là dei centrali e del centravanti”.

Gli obiettivi: alzare l’asticella a 80 punti
L’allenatore ha fissato una quota chiara per la promozione, invitando a non abbassare la guardia. “Da domani si parte da zero punti. I 72 punti dello scorso anno vanno dimenticati: le retrocesse sono squadre di Serie A più forti che giocano in B. Dobbiamo fare più punti, bisogna arrivare almeno a quota 80”. Un traguardo che richiederà sacrificio: “Non facciamoci abbindolare da chi dice che siamo una corazzata. Siamo forti, ma servirà l’elmetto in testa e tanta umiltà. Dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo”.

Le scelte di formazione e il nodo portiere
Sui singoli, il mister ha annunciato l’impiego di Vavassori (“Domani giocherà, se l’è meritato”), mentre andrà gestito Strefezza, che non ha ancora i 90 minuti nelle gambe. A centrocampo ballottaggio aperto tra Ranocchia e il neo-acquisto Estevez, elogiato per l’impatto nello spogliatoio. Tasto dolente l’infortunio di Joronen: “Ci dispiace tantissimo, mi ha detto di prendere il portiere più forte che ci sia. Perin? È molto forte, ma valutiamo anche altri profili. La società farà l’ultimo sforzo”.

Il fattore Barbera e la pressione
Infine, un commento sui 30.000 tifosi attesi sugli spalti e sulla gestione della tensione: “Cosa significa avere pressioni? Nel nostro stadio le pressioni le devono avere gli altri, non noi. Sono abituato ad averla e mi fa piacere, quando non c’è non mi esalto. Sono felice di allenare il Palermo e ho una proprietà che vorrei avere a vita. Ora dobbiamo migliorare fuori casa ed essere impeccabili per vincere”.

Redazione

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Fonte della notizia: Palermomania

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