Osti: “Il Palermo è già forte, ma per la A serve di più”

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La certezza di avere fatto un buon lavoro, ma anche la consapevolezza che non è servito per centrare l’obiettivo. Dopo aver incassato la fiducia del City Football Group, Carlo Osti s’è ributtato a capofitto sul mercato per completare il puzzle Palermo. Settantadue punti non sono bastati per il sogno, dunque c’è da sistemare l’impalcatura per dare l’assalto alla A. «Intanto la riconferma mi rende orgoglioso e felice – dice il ds -. C’è rammarico per come è finita, ma è stato un riconoscimento al lavoro fatto e di questo ringrazio il CFG».

Oltre che da lei, si riparte da anche da Inzaghi…
«Ed è un vantaggio significativo. Pippo ormai conosce la città, l’ambiente e i calciatori. Questo ci permette di partire con maggiore consapevolezza nei nostri mezzi».

Perché la Serie A è sfuggita?
«I nostri 72 punti sono stati il frutto di un cammino convincente ma davanti qualcuno ha fatto ancora meglio. Adesso però quei punti non contano più, si riparte da zero. Dovremo guadagnarci nuovamente tutto sul campo e fare ancora meglio della stagione appena conclusa».

Ma c’è qualcosa in particolare che secondo le hai influito sul risultato finale?
«Direi che sono mancati alcuni gol. Per segnare di più bisogna anche creare di più, questo è l’aspetto sul quale dobbiamo crescere maggiormente».

L’organico ad un certo punto è parso un po’ corto…
«La costruzione della rosa è stata condivisa con Inzaghi e allargare l’organico avrebbe potuto creare difficoltà nella gestione quotidiana del gruppo. Piuttosto, ci aspettavamo un contributo più marcato da parte di alcuni calciatori. La cosa che mi ha sorpreso è che in alcuni casi la concorrenza non ha prodotto gli effetti sperati. Avere un compagno che ti contende il posto dovrebbe aumentare gli stimoli e migliorare il rendimento. Invece qualcuno ha reagito in maniera opposta, abbassando il proprio livello di prestazione. Questa è una riflessione che faremo anche in prospettiva futura: carattere e mentalità sono aspetti fondamentali nella costruzione di una squadra vincente».

Redazione

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Fonte della notizia: gds.it

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