Nuovo stadio e serie A, Mirri lancia la volata: “Non fermiamoci adesso”

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Dobbiamo andare avanti, non ci possiamo fermare adesso». Il presidente lancia la carica prima dell’ultimo rettilineo. Cinquecentoquaranta minuti. È questo lo spazio che separa il Palermo dal primo verdetto e dalla possibile promozione diretta in serie A, un rush finale di sei partite dove il peso del pallone inizia a farsi sentire più della fatica nelle gambe. In un’atmosfera sospesa tra l’attesa febbrile della tifoseria pronta al prossimo match contro l’Avellino di Ballardini dopo la sosta, e la necessità di mantenere il sangue freddo, la voce della società risuona quasi indirettamente, cercando di tracciare la rotta per l’ultimo miglio da percorrere. L’occasione è formale, ma pregna di significati: la sessantacinquesima edizione dei Premi dell’anno indetta dall’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana) ai Cantieri culturali della Zisa.

Dario Mirri si è preso la scena, non solo per ricevere un riconoscimento alla progettualità del club, per avere conferito al Palermo un’identità calcistica e sociale e per le iniziative adottate dalla rifondazione ad oggi, ma per lanciare un messaggio diretto a tutto l’ambiente rosanero. Con la classifica che accorcia il respiro e un programma che non ammette distrazioni, il numero uno di viale del Fante ha scelto il palcoscenico dei cronisti sportivi per fare il punto della situazione. «L’augurio è di raggiungere tutti gli obiettivi sportivi – la speranza di Mirri – E so bene, dal primo giorno, che un buon presidente è quello che vince. Quindi, non mi posso cullare. Dalla serie D siamo arrivati alla serie B, ora continuare a vincere diventa parecchio difficile: le aspettative sono alte, ma ci sono anche gli avversari».

Le parole di Mirri predicano anche calma, ma arrivano in un momento cruciale del torneo. La squadra, dopo un cammino fatto di strappi improvvisi e frenate inaspettate, si trova davanti al bivio decisivo. L’ultima vittoria di patos, arrivata in extremis contro il Padova, inquadra la voglia dell’intero gruppo di stupire, ma la zona promozione diretta dista appena quattro punti e i successivi incontri diventano fondamentali per tentare l’accesso istantaneo tra le big o per trovare la miglior collocazione nella griglia degli spareggi. Un assalto ancora da completare, insomma. «Prima di concentrarci su qualcosa nello specifico bisogna raggiungerlo, siano essi i play–off o siano qualcosa in più. Non si possono, però, cominciare le prossime uscite pensando subito a un piano B: noi siamo pronti ad affrontare tutto e tutti senza timori».

La sensazione è che la componente psicologica, in queste ultime apparizioni, conterà quanto la tenuta tattica di una formazione che cerca ancora la sua consacrazione definitiva soprattutto lontano dal “Barbera”: Frosinone, Reggiana e in particolar modo il Venezia assumono, dunque, i contorni di tappe di crescita vitali. Il calendario, del resto, non farà sconti. Dalle sfide interne, dove il pubblico sarà chiamato a trasformare lo stadio in una bolgia di appartenenza, alle trasferte su campi che venderanno cara la pelle, il Palermo si gioca molto più di una categoria: in palio la credibilità di un progetto che Mirri ha sempre difeso con la forza delle radici. E sui prossimi lavori allo stadio, il presidente apre una parentesi temporale. «Dipende dall’Uefa, il grande sogno è quello di far rientrare il Palermo come quinta città italiana per rappresentare tutto il Sud. Il tutto dovrebbe iniziare entro il primo trimestre del 2027». Ora, però, la palla passa al campo. Il patto delle sei gare è siglato: Mirri ha parlato, la piazza osserva e i giocatori sanno di non poter fallire. La volata per la serie A è partita.

 

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Redazione

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Fonte della notizia: Palermo - Repubblica.it

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