Fragile e irriconoscibile nella passata stagione e nelle prime partite del 2025/26, ma nella striscia utile del Palermo è il vero motore della risalita: il centrocampo, magistralmente guidato dal duo Segre-Ranocchia, ha finalmente trovato quell’affiatamento e quell’incisività che prima si vedevano solo a sprazzi. Se nella prima parte del girone d’andata il tecnico optava di più per le rotazioni, anche a causa dell’infortunio del numero 10 a fine settembre, adesso difficilmente rinuncia alla solidità della sua coppia d’oro.
Fin dall’avvio della finestra invernale di mercato la società aveva deciso di non intervenire a centrocampo: Inzaghi stava trovando in Segre e Ranocchia i suoi riferimenti per l’undici titolare, eventuali innesti avrebbero rischiato di scompaginare le gerarchie e interrompere il percorso di crescita dei due. Il loro livello si è ulteriormente alzato nel 2026, grazie soprattutto alla capacità di mantenere la stessa incisività tra fase difensiva e offensiva. Un tallone d’Achille era rappresentato dai buchi che (insieme o a turno) lasciavano in mediana per il contropiede avversario, ma uno scenario simile si è visto sempre meno; anche gli errori in impostazione sono diminuiti e la connessione con il reparto avanzato è molto più efficiente, grazie soprattutto al lavoro di raccordo che fa Palumbo.