Estevez: “Palermo come l’Argentina. Obiettivo Serie A per entrare nella storia”
Sentirsi a casa anche a 11.000 chilometri di distanza dalla propria terra. È la sensazione che Nahuel Estevez ha provato fin dal suo arrivo a Palermo. Gli è bastato poco per adattarsi alla nuova realtà e ritrovare quelle sensazioni che gli ricordano la sua Buenos Aires: il calore del pubblico, il mare e una squadra che viaggia a vele spiegate, prima in classifica in Serie B alla sosta per le nazionali.
Estevez lo sa bene. La scorsa estate ha lasciato il Parma dopo quattro stagioni, scegliendo di scendere di categoria per sposare il progetto ambizioso del Palermo. “Mi ha convinto una società forte come il City Football Group, che ha la voglia di portare il Palermo in Serie A – racconta il centrocampista argentino a gianlucadimarzio.com – Mi ha convinto il progetto, ma anche la piazza, che mi aveva sempre stupito quando venivo a giocare da avversario. Il Barbera mi ricorda un po’ gli stadi argentini: la gente è calda e passionale. L’adattamento qui a Palermo è stato facile perché, sotto questo aspetto, è simile all’Argentina. La città è bellissima, tutti ci hanno dato una grandissima mano e ci hanno fatto sentire subito a casa”.
Un calore, quello del Barbera, che finora ha accompagnato la squadra di Pippo Inzaghi, capace di vincere tutte e cinque le partite disputate in casa tra campionato e Coppa Italia. Un fattore importante per la stagione. “Dobbiamo tenercelo stretto – ammette Estevez – Sappiamo quanto ci aiuta la gente e noi in campo dobbiamo impegnarci, dando tutto per questa maglia. Il pubblico ci dà una spinta enorme e i risultati positivi in casa ne sono la dimostrazione”.
IL RAPPORTO CON INZAGHI – Primo acquisto del Palermo nella scorsa estate, Estevez ha finora giocato tutte le partite, cinque da subentrato e una da titolare. Un elemento importante nelle rotazioni di Inzaghi, che non ha mai nascosto il proprio apprezzamento per il centrocampista argentino. “Con il mister ho davvero un bellissimo rapporto. Ho sentito quello che ha detto di me e lo ringrazio, perché sentire parlare così di me uno come lui è motivo di orgoglio – aggiunge Estevez – Come dice Inzaghi, siamo una squadra e siamo tutti titolari. Anche i ragazzi che stanno trovando meno spazio si impegnano tantissimo in allenamento. Dico sempre che anche chi sta fuori deve aiutare chi gioca a raggiungere l’obiettivo, perché si vince e si raggiungono i traguardi tutti insieme”.
LA RICETTA PER LA SERIE A – L’obiettivo è chiaro e ambizioso: riportare il Palermo in Serie A, dove manca dalla stagione 2016-2017. Estevez conosce bene la Serie B e sa come si vince, avendo già conquistato la promozione con il Parma. Per questo, nonostante l’ottimo avvio, predica calma. “Non dobbiamo guardare troppo avanti, altrimenti viene l’ansia. La Serie B è più equilibrata rispetto alla Serie A e in ogni partita può succedere di tutto. Ci saranno momenti belli e altri in cui soffriremo. Se affronteremo tutto insieme, potremo fare grandi cose”.
La forza dovrà essere soprattutto quella del gruppo, dentro e fuori dal campo. “L’atmosfera nello spogliatoio è positiva. Siamo partiti bene, ma conta come si finisce il campionato. Sappiamo che è dura. Captiamo l’entusiasmo della gente e lo vediamo sia per strada sia allo stadio, ma dobbiamo ragionare partita dopo partita, perché questo campionato non è affatto semplice”.
SULLA SCIA DEGLI ARGENTINI – Estevez è il 29° calciatore argentino nella storia del Palermo. In rosanero hanno lasciato il segno grandi connazionali come Paulo Dybala, Javier Pastore e Franco Vazquez. Un solco che il centrocampista vorrebbe provare a seguire, anche se con caratteristiche diverse. “Loro sono straordinari, io sono più un giocatore di squadra. Mi piacerebbe raggiungere l’obiettivo Serie A, riportare il Palermo dove merita e sentirmi parte di un pezzettino della grande storia di questo club”.
E chissà che, in caso di promozione, non possa esserci anche l’occasione di tornare a Parma, stavolta da avversario. “Ho una grande stima per Parma, anche mio figlio è nato lì e sono stati quattro anni molto belli. Ho bellissimi ricordi e mi piacerebbe tornarci per giocare contro in Serie A”. Un desiderio che, però, passa necessariamente dalla capacità di costruire il cammino verso la Serie A un passo alla volta, partita dopo partita.
A cura di Giovanni Mazzola e Alessandro Mammana