Euro 2032, domani la FIGC consegnerà la lista alla UEFA: Palermo in corsa
Scade domani, primo ottobre, il termine perentorio, senza possibilità di deroga, entro cui la FIGC dovrà consegnare alla UEFA la documentazione sugli stadi candidati a ospitare l’Europeo del 2032, che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia. Nel dossier ci sarà anche il “Barbera” di Palermo. A quasi due mesi dall’elenco pubblicato dalla Federcalcio il primo agosto, i 16 impianti di 13 città hanno completato le pratiche richieste, comprese quelle economiche. Il documento non si limiterà alle cinque sedi che alla fine ospiteranno le gare: la UEFA lo esaminerà, lo restituirà con eventuali valutazioni di conformità e solo dopo indicherà le cinque sedi, più eventuali riserve.
Tra le città che hanno già tutto per entrare in lista ci sono Torino con l’Allianz Stadium, unico impianto oggi in possesso di tutti i requisiti, Milano con il nuovo San Siro, Firenze con il “Franchi”, Roma con l’Olimpico e il futuro stadio di Pietralata, Napoli con il “Maradona”, Cagliari con il nuovo stadio, Palermo con il “Barbera” e Salerno con l’Arechi. Probabile anche l’inserimento di Genova, Verona, Bologna, Lecce e Bari. Per Roma è arrivato un passo decisivo: la Conferenza dei servizi ha approvato il progetto di Pietralata, che rientra così nell’elenco degli impianti ritenuti idonei. Ora la società dovrà presentare il progetto esecutivo entro novanta giorni. La posa della prima pietra è prevista a marzo 2027, l’inaugurazione tra il 2029 e l’inizio del 2030.
Entrare nella lista ha un valore concreto anche per chi non sarà scelto. Secondo la Legge Stadi, gli impianti nuovi o ristrutturati che restano fuori dai cinque prescelti potranno comunque accedere a contributi pubblici, con una corsia preferenziale per i candidati ufficiali. La precedenza spetterà però alle cinque sedi selezionate, per le quali si parla di 25-30 milioni di euro ciascuna. Resta il nodo politico. Con soli cinque posti disponibili e l’ipotesi di due stadi a Roma, lo spazio per le altre pretendenti si riduce. Se prevalesse Milano, il Sud rischierebbe di restare escluso, con Napoli, Palermo, Bari e Cagliari a giocarsi le residue speranze. Per Palermo, intanto, la candidatura è in corsa.