GazzSport – Strefezza: “Palermo era nel mio destino. Il mio rituale? Ascolto musica evangelica prima delle partite”

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Intervista di Pietro Scognamiglio (Gazzetta dello Sport) a Gabriel Strefezza, ala del Palermo capolista della Serie B.

Di seguito un estratto.

Come sta?
“Meglio, sto già recuperando. Ho sentito una contrattura e insieme allo staff medico stiamo monitorando la situazione. Vediamo come va nei prossimi giorni”.

Ora che ha tranquillizzato Inzaghi e i tifosi, riavvolgiamo il nastro: due gol in cinque giorni, quello con la Samp al volo, in uno stadio pieno. Ci ha messo poco ad ambientarsi…
“È stato bello, peccato essere uscito dal campo così presto, ma l’importante era vincere e abbiamo fatto ciò che dovevamo. È stato speciale per me segnare sotto la curva Nord”.

Che valore ha la vetta solitaria dopo tre giornate? Il Barbera già canta “la capolista se ne va…”
“Non abbiamo fatto ancora niente. Siamo soltanto all’inizio e c’è ancora tantissimo lavoro da fare. Dobbiamo restare concentrati su noi stessi e continuare a fare quello che ci chiede l’allenatore”.

Nella passata stagione ha giocato prima in Champions con l’Olympiakos, poi in Serie A a Parma. Come l’hanno convinta a tornare in B?
“La presenza di una società forte e organizzata, con il City Football Group alle spalle, ha influito tanto nella mia scelta. Il Palermo mi ha voluto fortemente e questo per un calciatore è molto importante. Sentivo che Palermo fosse il posto giusto per tornare a essere protagonista e così, quando è arrivata la chiamata, non ci ho pensato due volte. Sono molto contento di essere qui”.

Il Palermo è anche la chiusura di un cerchio: vi siete già sfiorati quando era giovanissimo.
“Sì, sono arrivato in Italia a 18 anni e qui avevo fatto un provino. Ricordo poi il mio primo gol in B proprio al Barbera, con la Cremonese nel 2018, segnai a Brignoli con un mezzo cross. Questo stadio per me ha sempre avuto un significato particolare, si può dire che fosse nel mio destino”.

Frequenta la B da tanti anni, con in mezzo due promozioni: come l’ha ritrovata?
“Sempre più difficile. Ci sono tante squadre ben organizzate e ogni partita è molto combattuta. Bisogna dare sempre il massimo”.

Il 4-2-3-1 sembra un vestito su misura per lei: cosa chiede Inzaghi agli esterni d’attacco?
“Ci chiede di partire larghi, con i piedi sulla linea, per poi venire in mezzo al campo. L’obiettivo è riempire il più possibile l’area di rigore, insieme a Pohjanpalo”.

Passa per uno scaramantico: è vero?
“In realtà, più che scaramantico, sono molto credente. Prima di ogni partita nel pullman ascolto le canzoni di Louvor, musica evangelica brasiliana. Questo è il mio rituale”.

Però ha iniziato la stagione con i baffi. Perché poi li ha tagliati?
“Ma no, il baffo andava bene solo per le vacanze estive (ride, ndr), adesso sono tornato alla mia versione tradizionale”.

Redazione

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Fonte della notizia: tuttoB.com

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