Stadio Barbera, così cambiano i conti. Le ragioni del no del Palermo

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Niente esonero dal pagamentodei tributi, che da soli valgono 300 mila euro l’anno. In 90 anni fanno 27 milioni. Il debito residuo di circa due milioni, poi, per la manutenzione ordinaria fatta fino ad oggi dalla società rosanero nello stadio: pro bono pacis, non c’è più. E se durante il lungo tempo della concessione del Barbera, il Palermo Fc ha guadagni superiori a quelli previsti dal piano finanziario, e beh non se li tiene mica in casa. Vanno al Comune, che resta comunque il padrone dell’impianto. Sono alcune delle modifiche inserite nella nuova delibera che ha sancito il dietro front della società calcistica dal progetto di riqualificazione che si portava dietro il sogno di sportivi e non: candidare la città per ospitare Euro 2032. Tutto finito, a meno che non avvenga un altro ribaltone e si torni alla delibera originaria, frutto delle conferenze di servizi tra l’Ente, la Regione (che è pure tra i finanziatori dell’operazione) e la società. Ieri sono arrivati i pareri favorevoli del ragioniere generale e del segretario, che danno il via all’invio della delibera in Consiglio. Che potrà, e appare probabile, fare emendamenti alle parti oggetto della discordia. Niente è perduto, insomma. Ma Basile e Liotta hanno poi scritto a prefetto e questore sul comunicato del Palermo F.C: «Tale iniziativa assume ulteriore gravità in considerazione dell’ampia eco mediatica già prodottasi – scrivono – potendo determinare l’erronea individuazione del segretario generale e del ragioniere Generale quali responsabili dell’eventuale mancata realizzazione dell’intervento. Un simile esito, oltre a costituire una grave alterazione della realtà amministrativa, ci potrebbe esporre personalmente gli scriventi a campagne di delegittimazione, intimidazioni o ulteriori condotte suscettibili di incidere sulla serenità professionale e sulla stessa sicurezza e incolumità personale».

La lettera di Gardini

Intanto, in una lettera firmata dal direttore generale rosanero Giovanni Gardini e indirizzata al Consiglio comunale e al sindaco, Roberto Lagalla, la società spiega che la decisione è maturata a seguito di interventi e modifiche che avrebbero «stravolto radicalmente» la proposta originaria. Le variazioni introdotte dal ragioniere generale e dal segretario hanno reso la società di viale del Fante non più «in condizioni di procedere oltre», pesando in modo decisivo sull’equilibrio del Piano economico finanziario (Pef). L’iniziativa prevedeva investimenti privati per quasi 300 milioni di euro e mirava a consegnare alla città e ai tifosi un impianto moderno, garantendo al contempo un impatto significativo sulla riqualificazione urbana dell’area circostante. Che qualcosa non andava proprio liscio come l’olio si era capito da giorni. Ma lunedì, dopo la riunione al Comune, i nodi parevano sciolti. Il dubbio però si è palesato nuovamente ieri mattina il quando il presidente del Consiglio Giulio Tantillo non ha trovato la benedetta delibera riformulata sul Barbera nella piattaforma dell’Ente. Ha comunque dovuto convocare il Consiglio per i giorni successivi, lasciando lo stadio infondo alla lista.
Cosa è successo a quel documento? A sentire la società, il testo sul quale si era trovato l’accordo è stato stravolto. L’art 7, per esempio: «Le parti convengono la risoluzione consensuale del precedente contratto di concessione in uso, senza che ciò dia luogo a pretese relativamente al canone e agli effetti prodotti».
E prima, al punto numero 6, sullo scostamento economico-finanziario positivo: «Se nel decennio oggetto di verifica i principali indicatori di redditività e di sostenibilità assumono valori superiori in percentuale al 20 per cento – si legge nella proposta di delibera – le condizioni economiche della concessione sono rideterminate». Significa che, se la società ha maggiori profitti, scattano le seguenti misure: incremento del canone concessorio, riduzione della durata residua della concessione, riduzione o restituzione delle ulteriori utilità economiche o contribuzioni pubbliche riconosciute alla concessionaria.
C’è poi la questione dei 30 milioni di contributo pubblico che la società si è impegnata a coprire per non intralciare il viatico del progetto. Ebbene, se in seconda battuta quei soldi arriveranno, saranno del Comune. Altro punto di contrasto è l’affidamento esclusivo al Palermo F. C di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria anche delle strade limitrofe all’impianto.

Redazione

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Fonte della notizia: gds.it

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