Il suo volto rigato dalle lacrime dopo l’eliminazione con il Catanzaro è uno dei simboli della stagione del Palermo, la metafora di un impegno individuale e di squadra che però non ha superato la prova del nove. Adesso Ranocchia, dopo un’annata con tanti progressi ma con ancora qualche difetto da limare, ha un solo obiettivo per il 2026/27: raggiungere quella Serie A che da quand’è al Palermo gli è sempre sfuggita, con tre passi falsi in altrettanti play-off.
I rosa si preparano a cambiare tanto durante l’estate, con la missione di centrare la promozione a tutti i costi nella nuova stagione. La permanenza del numero 10 non è in discussione, ma nel 4-3-3 che ha in mente Inzaghi dovrà adattarsi al ruolo di regista puro nel terzetto in mediana: nei due anni e mezzo in rosanero Ranocchia non ha mai ricoperto questa posizione, agendo da mezzala nel 3-4-2-1 (con Dionisi prima e Superpippo dopo) o da trequartista nel 4-2-3-1 (ai tempi di Corini).