Reduce da una fase della stagione in cui il suo peso specifico è aumentato in maniera significativa, Le Douaron è uno degli elementi più in forma dell’attacco del Palermo. Come dimostra anche il suo apporto nell’ultima partita con l’Avellino, con l’assist per il gol spacca partita. Ora anche per lui arriva la partita dell’anno, ovvero quella con il Frosinone che vale il sogno A, prima però non si può non partire da quello che è successo a Pasqua.
Contro l’Avellino è stato protagonista nell’azione del primo gol con l’assist a Palumbo…
«Per un attaccante fare gol è una gioia unica ma sono molto fiero anche degli assist. Quello di domenica sera è stato utile a sbloccare la gara. Palumbo ha fatto un gran gol, proprio lui che è il nostro primo assist-man. Adesso tocca a lui ricambiare».
Le è stato annullato un gol per fuorigioco millimetrico…
«Che peccato, sarebbe stata una serata perfetta: tre punti d’oro, gol e assist. Ma va bene così, l’importante è aver vinto la prima di sei finali».
Rispetto all’inizio della stagione oggi si sente più dentro i meccanismi offensivi della squadra? Come vive le competizione con i compagni di squadra per una maglia da titolare?
«È naturale che tutta la squadra sia cresciuta nel corso dei mesi. Siamo un gruppo forte e molto motivato in ogni reparto. In attacco c’è grande qualità, un mix di caratteristiche diverse e funzionali ad un gioco offensivo, c’è grande affiatamento tra di noi. La competizione è sempre positiva, ti permette di spingere al massimo ad ogni allenamento ma è sempre sana, da grande squadra. Lo dimostra l’esultanza di chi sta in panchina dopo ogni gol realizzato».
In cosa pensa di essere migliorato di più rispetto al suo primo anno a Palermo?
«A tutti i livelli è fisiologico doversi adattare ad un modo diverso di interpretare il calcio. Tra la Ligue 1 francese e la Serie B italiana le differenze non sono poche ma il periodo di ambientamento non è durato molto».