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Ultimo incontro
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| 2ª Giornata - Girone |
| Thun |
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Palermo |
1 - 1 (04.08.2011) tab. |
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| Toto-Allenatore, chi vorresti? |
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Palermo, onoriamo la maglia![ lunedì 9 gennaio, 2012 ore: 17:24 ]10 e lode al pubblico rosanero, non fosse altro per la pazienza
dimostrata in questi anni di serie A. L'assenza di un progetto e i
continui cambi di allenatore non potevano che produrre campionati ai
margini delle posizioni che contano. Nell'ultimo anno solare cinque
condottieri si sono alternati al timone del Palermo. Tanti moduli sono
stati adottati e pochi sono stati adattati alle caratteristiche dei
giocatori in rosa. Continuiamo a chiederci quali siano gli obiettivi
stagionali e ci convinciamo che le parole del capitano, Fabrizio
Miccoli, pronunciate ad inizio stagione siano quelle più sensate:
obiettivo salvezza; questo era stato detto e questo è attualmente
l'unico traguardo da raggiungere. Giocatori nuovi, certamente non
carneadi per il nostro campionato, allenatori che si succedono e che
sembrano giocare alla roulette russa e direttori sportivi che scappano
da un presidente spesso in preda a deliri di onnipotenza hanno generato
una situazione che definire un pericoloso vortice non è eufemismo. Il
popolo rosanero ha sopportato fin troppo applaudendo ad ogni sconfitta e
incoraggiando i propri atleti in tutti i momenti di difficoltà. Adesso
la misura è colma e non ci sentiamo di criticare chi dagli spalti del
"Barbera" ha invitato ieri i giocatori in maglia rosa a tirare fuori gli
"attributi" o ad andare a fare un lavoro meno remunerativo. La maglia
va onorata, sempre e comunque, e ieri sul 2 a 0 per gli ospiti nessuno
ha avuto quella reazione di orgoglio che era lecito aspettarsi, ad
eccezione, forse, solo del capitano di una nave ormai alla deriva.
Eppure in campo ieri qualcuno la maglia rosa l'ha davvero rispettata:
Edinson Cavani, un bravo ragazzo che gioca al pallone e che è stato
spesso fischiato quando giocava nel Palermo perchè il suo eccesso di
generosita lo portava a commettere errori di lucidità. Non ha esultato
dopo il gol ed ha invitato i suoi compagni a non infierire prendendosi
un applauso che avrebbe meritato già da tanto tempo. Ben vengano adesso
gli Amauri, i Viviano e gli Aronica ma che vengano consapevoli che la
maglia va onorata, lo merita il pubblico e la gente di questa città
innamorata della sua squadra come fosse la propria moglie, al punto di
sentirsi tradito quando in campo non si lotta.
(Articolo di
Toni D'Anna) Condividi su Facebook
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