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Fonte: Corriere dello Sport        Letta: 442 volte        Condividi:
Zamparini: 'Palermo, devi darmi fiducia. Mangia? mi fido di Sogliano'
[ sabato 10 settembre, 2011 ore: 11:02 ]

Zamparini: 'Palermo, devi darmi fiducia. Mangia? mi fido di Sogliano'

Palermo deve avere fi­ducia in Zamparini, così come Udine ha fiducia in Pozzo. Poi un anno può andare meglio e un altro peggio. Ma Le contestazio­ni prima dell'inizio del campionato non mi piac­ciono. Il lavoro si giudica alla fine » . Non è stata un'estate facile per Mauri­zio Zamparini: il divorzio da Delio Rossi, poi quello da Pastore e da buona par­te della «vecchia guardia» (Nocerino, Bovo, Cassani), una « rosa » rinnovata, la breve parentesi di Pioli, in­fine la scommessa-Mangia. Ora si parte contro un av­versario, l'Inter, che in no­vanta minuti può deprime­re le speranze o accendere i sogni.

Campionato nuovo, squa­dra nuova, tanto nuova...

« Nuovissima non direi. L'attacco è quello dello scorso anno: abbiamo pre­so Zahavi che è un po' il so­stituto di Pastore. A cen­trocampo abbiamo tenuto Migliaccio, Acquah, Baci­novic. La novità vera è l'al­lenatore
».

La sua scommessa più temeraria: l'aveva chiama­to per la Primavera, gli ha affidato la Prima Squadra. Preoccupato?
«Ho un grande direttore sportivo, giovane e compe­tente. Lui mi ha consigliato la soluzione interna».

Dopo aver valutato an­che una delle soluzioni esterne.
« Sì, certo: ho contattato Delio Rossi e Ranieri. Ros­si mi ha detto che non se la sentiva, Ranieri mi ha chiesto un mese di tempo».

Convinto della soluzione consigliata da Sogliano?
«Mangia mi piace».

Perché?

« Ha personalità. Mi era capitato anche in altre oc­casioni, a Venezia, di pun­tare sul tecnico della Pri­mavera e so bene che non è facile allenare giocatori di serie A. All'inizio i ragazzi lo guardavano un po' così: ' Vediamo cosa ci dice', sembravano pensare. Ma dopo dieci minuti facevano esattamente quel che il tec­nico aveva chiesto. Cre­dendoci. Sì, mi piace molto. Sogliano è competente, è un ex giocatore: mi fido di lui. Per tanti versi questa è una squadra nuova, dovrà assestarsi. Sarà una stagio­ne di transizione».

Ha cambiato tanto per­ché un ciclo era finito?
« Lo scorso anno siamo arrivati ottavi, l'anno pri­ma quinti, con Pastore in campo. Quando sono par­tito con Pioli non pensavo di rinunciare a Cassani, a Bovo, a Nocerino, a Sirigu. A Sirigu avevo offerto il raddoppio dell'ingaggio ma poi lui ha assunto at­teggiamenti sbagliati. Altri club hanno cominciato a pressarli. Cassani è venuto da me e mi ha detto: sono felice di stare qui ma vor­rei fare una esperienza nuova. Insomma: non era mia intenzione cambiare tanto».

E Balzaretti? Andrà via a gennaio?

« A gennaio no. Mi ha mandato una bellissima e­mail: ' Sono del Palermo e qui gioco col cuore'. Però la moglie è in attesa di un figlio, ora è qui a Palermo ma poi tornerà a lavorare a Parigi. Non posso non sod­disfare la sua richiesta. Nel frattempo stiamo cercando il sostituto».

Cosa è successo con Pioli?
«Qualcosa di molto stra­no, non era in sintonia».


Per Mangia un esordio da brividi.

« E' all'esordio anche Gasperini e credo che il suo esordio sia più com­plicato di quello del mio
allenatore».

Perché non ha esperien­za di grandi squadre?

«La differenza la fanno sempre i giocatori, non gli allenatori. E' chiaro che per battere l'Inter dovre­mo correre il doppio. D'altro canto, basta vede­re le quote dei bookma­kers. Anzi, se avessero dato la nostra vittoria a cinque o a sei avrei scom­messo
» .

L'Inter è più o meno for­te dello scorso anno?

« Meno forte. Un po' per­ché i nuovi avranno biso­gno di un periodo di adatta­mento e un po' perché han­no perso Eto'o, un'ira di Dio: ci ha sempre castigati. Una grave perdita per l'In­ter » .

In attacco avete gli uo­mini contati: quattro punte non sono un po' poche?
« Sinceramente non pen­so siano poche. Il numero giusto. D'altro canto, ci ca­piterà spesso di giocare con un solo attaccante e in quel caso l'allenatore avrà problemi di abbondanza».

Partito Pastore diventa­to una 'stella' del calcio in­ternazionale nel giro di due anni, ora si attende l'esplosione di un'altra « promessa »  Hernandez. Sarà il suo anno?
«Me lo auguro. Ma mi au­guro anche che sia l'anno di Pinilla che è un grande gio­catore, di Zahavi che è ve­nuto a irrobustire il repar­to ».

Quali risposte si attende dalla sua squadra?
«Mi attendo di vedere al­l'opera un centrocampo molto forte. E mi attendo anche la definitiva affer­mazione di Acquah».

Sul ragazzo è pronto a scommettere?
«Io credo che sia un gran giocatore: da un punto di vista atletico è veramente dirompente, uno che sulla partita può avere un impat­to straordinario. Sì, le ri­sposte le attendo dal cen­trocampo. Abbiamo prova­to a colmare le lacune di personalità dello scorso an­no. Io volevo una squadra più maschia, di grande spessore agonistico » .

L'obiettivo?
« La parte sinistra della classifica».

E per lo scudetto, inve­ce, chi sono le sue favori­te?
« Milan, Inter e Juven­tus: credo molto in Anto­nio Conte. Certo, dal mer­cato bianconero mi aspet­tavo qualcosa di più, che so, l'ingaggio di Aguero cioè di uno di quei gioca­tori alla Platini, alla Sivo­ri, alla Zidane che da soli cambiano il corso della partita. Se avessero presto Pastore e Aguero avreb­bero totalmente colmato il gap che ancora li separa da Milan e Inter».

La sorpresa?
« Mi auguro il Palermo. Ma può fare bene la Lazio che ha lavorato sulla struttura dello scorso an­no, è una squadra di gran­de esperienza. E il Napoli di Mazzarri».

Il suo rapporto con la città è in crisi?
« C'è stata qualche in­comprensione ma i conte­statori di cui si è parlato non erano più di una qua­rantina. La città mi vuole bene. A Palermo non ho mai chiesto nulla, penso di aver solo dato. Certo ho ceduto un giocatore im­portantissimo come Pa­store che, però, non sa­remmo stati in grado di te­nere » .



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