Devis Mangia: "Pronto per quest'avventura, una gioia indescrivibile. Contro Inter ..."[ venerdì 9 settembre, 2011 ore: 11:08 ]Intervistato da
La Gazzetta dello Sport,
Devis Mangia analizza così l'inizio di questa sua avventura al Palermo, partendo dalle prime parole del colloquio con Zamparini.
"Cosa mi ha detto? Solo 'E ora sono c... tuoi' - spiega - nè più, nè meno. Del resto con me il presidente è stato chiarissimo. Mi ha spiegato con sincerità e onestà che potrei essere di passaggio se le cose non dovessero andare per il verso giusto. E io ho risposto di essere pronto a mettermi in gioco, è una possibilità che voglio vivere nel migliore dei modi".
Devis Mangia dimostra di non avere paura. "Infatti è cosi - spiega - perché faccio comunque il mestiere che amo di più e non voglio farlo da perdente. Ho scelto la porta perché mio papà giocava in quel ruolo. Quando però ho capito che non avrei fatto strada, ho detto basta. Come all'università, dopo la maturità scientifica mi sono iscritto a giurisprudenza, ma ho dato solo qualche esame.
Come sono diventato allenatore? La decisione l'avevo presa molto prima, quando giocavo con gli Allievi dell'Enotria, squadretta milanese dove sono nato, rompevo le scatole all'allenatore per spiegargli come dovevamo giocare. Ma lo facevo nel modo giusto".
Mangia spiega questo suo grande rapporto con Arrigo Sacchi. "Ormai mi ero impegnato col Palermo - ha detto - Con Sacchi ci eravamo conosciuti telefonicamente alle ultime finali nazionali Primavera (il Varese perse lo scudetto contro la Roma, ndr) e so che voleva affidarmi una nazionale giovanile. Spero di poterlo incontrare presto: è il tecnico italiano che stimo di più".
Mangia svela anche un piccolo retroscena della sua vita "Lo ammetto - afferma il tecnico - il nerazzurro è il mio colore preferito, non solo perché milanese ma anche perché sono un bastian contrario. Nella mia famiglia erano tutti milanisti o juventini. Vincere domenica contro l'Inter sarebbe una gioia doppia, ma non per questa ragione. Sarei felice perché sono al Palermo e battere una grande al debutto in A sarebbe il massimo.
Cosa farò lunedì se davvero dovesse vincere il Palermo? Sono scaramantico quanto e più di un siciliano: avrei da assolvere a un compito. Non posso svelarvi quale".
Mangia conclude la sua intervista esprimendo fino in fondo ciò che sta provando in questa nuova avventura per lui. "Una gioia che non so descrivere - afferma - ma so che il bello deve ancora venire. Non credo di avere capito bene quel che mi è capitato. Me ne accorgerò appieno solo entrando sul prato del Barbera stracolmo di tifosi".
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