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Fonte: Repubblica di Palermo      Letta: 1753 volte      Commenti: 0
Orlando incontra Zamparini: Il nuovo stadio si farà allo Zen
[ venerdì 23 ottobre, 2015 ore: 17:14 ]

Tre sere fa, fuori città, in campo neutro, Maurizio Zamparini e Leoluca Orlando si sono guardati negli occhi, hanno fatto “uscire i secondi” per affrontare una volta per tutte il destino del nuovo stadio. Dopo mesi di lettere mal interpretate e dichiarazioni polemiche il presidente del Palermo e il sindaco si sono incontrati per sbloccare il progetto della futura casa dei rosanero. «C’è la disponibilità del sindaco Orlando sul progetto nuovo stadio e non ci sono altri posti oltre al velodromo dove poterlo realizzare» commenta Zamparini. Il presidente del Palermo è fiducioso che la telenovela sul nuovo impianto possa concludersi in breve tempo. L’organizzazione del faccia a faccia, portata avanti per mesi dai rispettivi staff con faticose mediazioni, ha subìto una violenta accelerazione nelle ultime settimane a causa della lettera inviata dal vice sindaco Emilio Arcuri all’executive manager rosanero Angelo Baiguera interpretata come un “no allo stadio” da un quotidiano palermitano. Una lettura che ha fatto infuriare Orlando che lo avrebbe spinto a sollecitare l’incontro con Zamparini.
«Abbiamo discusso anche di molto altro, non ultimo di quella porcheria di velodromo — sottolinea — Da otto anni continuo a ripetere che è un cimitero dello sport in mezzo ad un quartiere completamente da riqualificare. Ma dal punto di vista logistico è l’unica soluzione possibile per realizzare il nuovo stadio. Le strade di collegamento con l’autostrada e la città sono già state realizzate e i parcheggi per il pubblico sono già pronti».
Un incontro benedetto sia in Comune, sia nell’entourage del patron friulano perché consente la ripresa del percorso per la realizzazione di un’opera da 100 milioni di euro che, nelle intenzioni, porterebbe vantaggi sia al Palermo che all’amministrazione di Palazzo delle Aquile. Il primo effetto della stretta di mano fra i due “capi” è il via libera alla modifica del progetto dell’architetto Zavanella. Già nelle scorse settimane all’obiezione del Comune di non aver ancora un progetto fra le mani da esaminare, il Palermo rispondeva che senza precise direttive elaborare un nuovo progetto sarebbe stato solo uno spreco di denaro.
Ora il faccia a faccia fra Orlando e Zamparini ha definito i paletti e i limiti entro cui elaborare il nuovo progetto. I punti chiave sono tre: deve sorgere al posto del velodromo Borsellino (decrepito e troppo oneroso da ristrutturare), non può più contenere alloggi come contropartita al Comune per la concessione gratuita dell’area, ma soprattutto deve essere il cuore della riqualificazione dei quartieri attorno. Nessuno metro cubo di nuovo cemento, ma cinema, ristoranti, negozi all’interno dello stadio e con ogni probabilità alcuni spazi dati in uso all’amministrazione.
“Accogliamo a braccia aperte tutti gli imprenditori che vogliono investire a Palermo — commenta l’assessore allo sport Cesare Lapiana — Figuriamoci se poniamo ostacoli se si tratta del presidente del Palermo”.
Tramonta definitivamente l’ipotesi che il nuovo impianto possa sorgere alla Bandita e dunque per il velodromo Borsellino, costato 17 miliardi di lire e inaugurato nel 1991, il futuro sarà negli almanacchi di ciclismo su pista. Per Palazzo delle Aquile è prioritario riqualificare la zona fra viale Strasburgo e lo Zen, tanto che il Velodromo è già stato inserito nel bilancio di previsione 2014 fra gli impianti sportivi alienabili. Al mo- mento il terreno sul quale sorge il velodromo è classificato come verde agricolo: per renderlo edificabile, il Consiglio comunale dovrà approvare una variante urbanistica. Per accordarla, Palazzo delle Aquile chiede alla società di realizzare non alloggi (anche perché la normativa è cambiata e non lo consente più), ma «servizi»: un cinema, un bar, un ristorante e negozi fruibili dai residenti.

di Francesco Patanè - La Repubblica  ed. Palermo

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