Cattani:"Miccoli non fà soltanto gol, Silvestre il centrale più forte in A. Mio rimpianto ..."[ venerdì 3 febbraio, 2012 ore: 13:12 ]Di fronte all'ingresso, un teleschermo trasmette Ghana-Guinea. 'Fin qui
in Coppa d'Africa ho notato un paio di giocatori interessanti...'.
Nemmeno sa quantificare quante partite vede in un mese. La sua giornata,
del resto, è scandita dal lavoro:
Luca Cattani vive di
pane e calcio. Il direttore sportivo del Palermo ci accoglie nel suo
ufficio di viale del Fante, dove la scrivania è completamente ricoperta
di appunti, schede di giocatori, dvd. Il giovane ds non si ferma mai, ma
non fateglielo notare: 'Non mi piacciono i salamelecchi', mette in
chiaro prima di una lunga chiacchierata in esclusiva con
Calciomercato.com. Lui è fatto così: non ama apparire, preferisce lavorare in silenzio.
Il momento positivo della squadra continua grazie a uno straordinario Miccoli.
'È una grande giocatore, ha ottenuto un record che credo gli apparterrà
per sempre (con 64 gol è il miglior marcatore della storia rosanero,
ndr). Non so se altri riusciranno a fare nel Palermo quello che è
riuscito a fare lui, diventerà una leggenda. Ma Miccoli non fa soltanto i
gol: io vedo dei comportamenti che vanno oltre. Quando la squadra era
in difficoltà, Fabrizio si è caricato sulle spalle il peso della
situazione. Lui prende sempre i nuovi sotto la sua ala protettiva,
insegna loro tante cose, è un allenatore in campo. Miccoli, Balzaretti e
Migliaccio per noi sono fondamentali'.
Le prestazioni di Miccoli, e non solo, suffragano la scelta di non acquistare altri attaccanti a gennaio dopo Mehmeti.
'Tutto quello che è stato fatto è stato deciso a dicembre, non abbiamo
improvvisato nulla. Vi rivelo un retroscena: avevamo individuato dei
centrocampisti di qualità, ma poi ho convinto Zamparini che in mezzo
avevamo bisogno di un giocatore solido che fosse anche un leader. Dopo
aver visto Brescia-Bari (gara dello scorso 11 dicembre terminata 1-3,
ndr), il presidente mi chiamò per dirmi non è che ci serve Donati?. Il caso ha voluto che anch'io avessi già pensato a Massimo...'.
L'idea Viviano, invece, quando è nata?
'Da parecchio tempo. Emiliano è un grandissimo portiere, uno dei pochi in Italia a fare la differenza'.
Con largo anticipo vi siete assicurati Viola.
'L'operazione è partita a dicembre. La Reggina non voleva privarsene a
gennaio e noi non volevamo inserirlo subito in una realtà complicata
dove rischiava di andare in difficoltà. Nicolas, dopotutto, è un '89, e
il Palermo in questo momento aveva bisogno di gente già pronta,
d'esperienza'.
Viola può essere il nuovo Corini o il nuovo Liverani?
'Sarà il centrocampista del futuro. Mi dispiace soltanto che a Palermo
non potrà tirare le punizioni come nella Reggina (ride, il riferimento è
alla presenza di Miccoli, monopolista dei calci piazzati, ndr)'.
Il Palermo lavora sempre in prospettiva, tant'è vero che avete appena preso il paraguaiano Aquino, un '94.
'È un centrale, un classico marcatore cattivo. È arrivato in
prova a inizio gennaio, ho organizzato di proposito un'amichevole e mi
sono convinto a tesserarlo dopo averlo visto marcare per un'ora
Pinilla'.
Avete già concluso altre operazioni per la prossima stagione?
'In questo momento no. A febbraio si raccolgono le idee, ad
aprile-maggio inizieremo a bloccare i giocatori che ci interessano. Per
me il 31 gennaio non significa niente: il mercato lo considero sempre
aperto'.
Passiamo al mercato in uscita. Perché avete ceduto Pinilla?
'È un'opportunità che si è creata, il Cagliari lo ha voluto fortemente e
noi abbiamo tanti attaccanti: non dimenticate che a breve rientrerà
Hernandez'.
È vero che Budan ha ricevuto delle offerte?
'L'Evian in Francia e il Rapid Bucarest in Romania erano delle piste
concrete. Lo ha cercato anche il Varese, che ha avuto il merito di
chiederlo quando Igor era ancora fermo. Non lo abbiamo ceduto perché
Budan è un ragazzo straordinario non solo in campo, ma anche per
l'atteggiamento: è sempre costruttivo con i compagni, aiuta tutti, è un
elemento positivo per l'ambiente'.
In chiusura non siete riusciti a piazzare Alvarez, Lores e Milanovic.
'Alvarez lo voleva il Cesena, che però aveva in mente solo uno scambio.
Lores piaceva a molte squadre di B, specie al Vicenza e al Crotone, che
è stato vicinissimo a prenderlo: l'operazione non si è concretizzata
perché avevano un organico troppo ampio. Milanovic era nel mirino di
Vicenza, Verona e Livorno, ma per colpa di un regolamento cervellotico
non abbiamo potuto darlo in prestito'.
Fino a qualche settimana fa, qualcuno temeva la B, adesso invece si sogna l'Europa.
'Ci vuole equilibrio, dobbiamo ragionare di partita in partita. Dopo il
pareggio con l'Inter, il primo a dire negli spogliatoi che bisogna
pensava all'Atalanta è stato Miccoli. Ve l'ho detto che per noi è
fondamentale anche fuori dal campo... All'Europa non ci pensiamo: non
appena si fanno voli pindarici si rischia di prendere una bastonata'.
Nell'ultimo periodo Barreto ha ricevuto molte critiche...
'Sicuramente fuori luogo: se avessimo 8 Barreto saremmo secondi. È un
ragazzo esemplare, un professionista serissimo che vuole giocare sempre,
anche quando non sta bene. Foti (suo ex presidente, ndr) mi ha detto
che è il miglior straniero che abbia mai avuto a Reggio'.
Chi invece viene sempre osannato è Silvestre.
'Mi sono sempre chiesto cosa ci sia venuto a fare qui, nel senso che lo
ritenevo e lo ritengo un giocatore pronto per una grande squadra.
Quando, dopo averne parlato a giugno in Lega con Lo Monaco, Zamparini mi
chiese perché non gli avevo mai parlato di lui, risposi che pensavo lo
trattassero le big. Insieme a Thiago Silva e a Benatia, Silvestre è il
centrale più forte della Serie A'.
C'è un rimpianto, un giocatore oggi diventato grande che ha
adocchiato prima degli altri senza riuscire a prenderlo per vari motivi?
'Ce ne sono tanti, ma dico Sandro, oggi al Tottenham. Lo segnalai nel
periodo in cui prendemmo Hernandez (gennaio 2009, ndr). Giocava nelle
giovanili dell'Internacional di Porto Alegre e faceva parte dell'Under
20 del Brasile'.
Daniele Valenti
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