Zamparini: “Rinvii? Se ne parla perchè lo chiede il Milan. Ieri a S.Siro vero calcio” [ giovedì 2 febbraio, 2012 ore: 13:12 ]La parola figuraccia non gli piace. Però quello che è successo in questi due giorni deve spingere il calcio italiano a cambiare: “Non a campionato in corso però” dice Maurizio Zamparini, presidente del Palermo che non digerisce l’idea che possa essere l’iniziativa di una singola società a far cancellare una partita per freddo: “Se lo chiedesse il Palermo o l’Atalanta non l’ascolterebbe nessuno. Siccome c’è di mezzo il Milan magari lo ascoltano”. Però qualcosa bisogna fare a patto di non demonizzare le televisioni che con i loro soldi consentono al calcio italiano di sopravvivere: “La verità è che non si dovrebbe giocare alla sera d’inverno però le televisioni hanno il diritto di dire la loro”.
Presidente Zamparini, cosa ne pensa della figuraccia cui ci siamo esposti in questi due giorni di neve e gelo che hanno cancellato mezza serie A?
“Perché figuraccia? In fondo non nevica dieci volte all’anno e quando viene… Semmai la figuraccia la facciamo a non dire che non si deve giocare di sera al Nord in inverno”.
Ma quello del suo Palermo ieri sera a San Siro è stato calcio o no?
“E’ stato calcio perché anche sui campi del Nord Europa si gioca in queste condizioni. Il campo non era in buone condizioni però anche una volta c’erano i campi ghiacciati. Non era diverso”.
Allora ha torto Galliani quando dice che domenica sera non si può giocare e secondo le previsioni San Siro sarà in condizioni migliori rispetto a ieri?
“Non so perché chieda di cancellare la partita. Non si può cambiare le cose a campionato in corso ma al massimo deciderle in via preventiva e organizzarsi. Ripeto: bisogna evitare di giocare alla sera e programmare le partite invernali al pomeriggio”.
Si rischia di creare un precedente? Passasse la tesi di Galliani da domani ogni presidente potrebbe legittimamente chiedere di cancellare una partita per particolari condizioni…
“Se lo chiedesse il Palermo o l’Atalanta non l’ascolterebbe nessuno. Siccome c’è di mezzo il Milan magari lo ascoltano. E’ questo che stona. Per me è indifferente però queste cose vanno previste a inizio campionato facendo leva sulla nostra esperienza. Devo anche dire che negli ultimi anno le cose sono migliorate; ricordo partite giocate sul ghiaccio senza troppe discussioni”.
C’è il rischio di esagerare anche nella nostalgia del calcio di vent’anni fa?
“Si sta esagerando. I teloni che ieri ha messo l’Inter una volta non c’erano e nelle condizioni di ieri sera non si sarebbe giocato a Milano”.
Abete ha detto che è inutile che i club si lamentino dopo aver inseguito i profitti delle televisioni. I tifosi in queste ore la pensano allo stesso modo. Cosa risponde?
“I tifosi vogliono che si acquistino i giocatori di un certo livello e i soldi delle televisioni servono a quello. Noi facciamo il 70-80% del nostro fatturato con i soldi delle tv e siamo condizionati alle loro condizioni. Dobbiamo accettare la situazione cosi com’è. La televisione ha diritto di dire la sua”.
Quindi quando voi dirigenti dite che bisogna evitare di programmare partite in notturna di inverno fate un’affermazione di principio difficilmente applicabile?
“Bisogna mettersi a un tavolo anche con le televisioni e chiedersi che tipo di spettacolo sia se poi dobbiamo cancellare le gare per la neve oppure si giocano partite che non sono calcio. In Inghilterra e Germania giocano comunque. Facciamo come loro”
Il presidente dell’Aic Tommasi vorrebbe cambiare i criteri e riscrivere tutti i calendari. Non hanno colpe anche i calciatori?
“Non si tratta di distribuire colpe. Ci sono corporazioni. Tommasi difende la corporazione dei calciatori e altri ne difendono altre. Quello che manca è il buon senso. Sediamoci attorno a un tavolo e facciamo tesoro delle esperienze anche degli altri per migliorare”.
Sarebbe disposto a far iniziare il campionato ad agosto a Palermo?
“A Palermo in agosto si gioca meglio che a Milano se si gioca di sera. Bisogna vedere se la corporazione dei calciatori vuole giocare in agosto”.
Sky ha detto: meno partite, meno dirette, meno squadre in campionato uguale meno soldi. C’è poco margine per trattare?
“In Inghilterra e Germania sono a venti squadre. Inutile fare polemiche su questo. In Italia siamo abituati a polemizzare su tutto. Siamo noi che dobbiamo cambiare in meglio, non la situazione atmosferica”.
In Lega Calcio siete divisi. Difficile che riusciate a mettervi d’accordo per prendere decisioni importanti…
“Le decisioni importanti non le prendiamo noi che abbiamo solo un potere consultivo e il nostro consiglio non lo chiedono quasi mai. Bisogna avere il buon senso di sedersi intorno a un tavolo anche con le televisioni e trovare una soluzione guardando ai paesi che sono più evoluti di noi”.
Pronostico su come finisce la questione sollevata da Galliani?
“Non mi piace fare pronostici”.
Però il fatto stesso che se ne discuta però è già un precedente?
“In Italia discutiamo sempre di tutto… Siamo un paese di precedenti”.
di Giovanni Capuano - Panorama.it
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