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Ultimo incontro
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| 2ª Giornata - Girone |
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Palermo |
1 - 1 (04.08.2011) tab. |
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| Toto-Allenatore, chi vorresti? |
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Palermo e Siena destini incrociati[ venerdì 30 settembre, 2011 ore: 14:11 ]La partita delle mille storie. Del ballo dei debuttanti Sannino e Mangia ormai si sa un po’ tutto. Ma il contorno è gustoso quanto il piatto forte. Il ds del Siena, Giorgio Perinetti, è un pezzo di storia del Palermo (ha già lavorato in rosa in due diversi periodi) e avrebbe potuto trovarsi tranquillamente al posto di Sogliano; dal canto suo Sean è il dirigente che ha creduto fortemente proprio in Sannino e Mangia coi quali ha formato un bel terzetto a Varese; in campo le emozioni non saranno meno forti. Brienza, i palermitani D’Agostino e Calaiò, persino i fuori rosa Codrea e Parravicini, hanno tutti qualcosa da raccontare a proposito del rosanero. E Gonzalez e Milanovic, oggi bianconeri, sono tuttora di proprietà siciliana. Pisano ritrova l’allenatore con cui ha scalato tutte le categorie. Infine, Balzaretti: la sua corsa fino all’azzurro è cominciata proprio da Siena, stagione 2001/02.
PERINETTI -La prima telefonata di Zamparini a un ds dopo le dimissioni di Sabatini fu rivolta a lui. Perinetti aveva tutte le caratteristiche per coprire un vuoto che per molti mesi si è rivelato fatale. Il suo legame con la città è noto, non solo per motivi familiari (la moglie palermitana), ma per l’affetto che riversa a un club dove già ha lavorato due volte contribuendo a ricostruzioni difficilissime. La prima con la squadra in C nel 1993 (e subito promossa), la secondo combattendo con l’emergenza della gestione Sensi nel 2000. Perinetti era più che tentato dal terzo ritorno a Palermo, stavolta in condizioni economico-societarie ben diverse. Ma a Siena la sua figura va oltre quella di ds, è una sorta di garante della proprietà rappresentata dal Monte dei Paschi, situazione che lo stesso Zamparini non si è sentito di forzare più di tanto.
I TRE DI VARESE - Appena 4 mesi fa Sogliano, Sannino eMangia vivevano tutti una dimensione diversa a Varese. Metteteci pure Pisano a chiudere il poker. Fra i due tecnici, i rapporti erano ottimi ma piuttosto formali. Sannino e Mangia vivevano in due zone diverse e non si frequentavano. Sogliano ha capito subito il valore professionale di entrambi tanto che avrebbe voluto proporre l’intero “pacchetto” a Palermo. La panchina principale era però già occupata da Pioli, anche se per poco. La scelta di Mangia era in ogni caso indicativa di una filosofia. L’idea iniziale era quella di affidargli un nuovo ciclo del settore giovanile, poi la posta è aumentata e Devis si è ritrovato demiurgo di Palermo.
INCROCI DI MERCATO - La presenza di Perinetti, rimasto comunque in ottimi rapporti non solo con Zamparini ma anche con Sogliano, ha facilitato operazioni congiunte fra Palermo e Siena. Così Milanovic e Gonzalez, che inizialmente dovevano essere dei punti fermi di questa stagione, sono stati mandati a far esperienza proprio da Sannino; ma il bianconero è vestito da altri giocatori cui batte il cuore al solo nome di Palermo.
Che dire di Franco Brienza, sette anni in rosanero, l’unico ad aver vissuto la cavalcata dalla C alla A (c’era anche Di Donato, altro ex Siena che però in rosa nella massima serie non giocò mai)? O di Emanuele Calaiò. cresciuto nel vivaio della seconda squadra cittadina, la Panormus, che ha solo sfiorato la maglia rosa senza mai riuscire a indossarla con tanto rimpianto? O infine Gaetano D’Agostino, dipinto spesso come il regista ideale per il Palermo, la cui classe si vedeva già nelle giovanili rosa ma che in prima squadra non approdò mai. E sapete chi lo portò alla Roma da dove spiccò il volo verso una grande carriera? Giorgio Perinetti. Il cerchio sulla partita dalle mille storie si chiude così. Speriamo che il Barbera domenica ne disegni un’altra altrettanto avvincente.
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