Piove fango su Fabrizio Miccoli[ giovedì 15 settembre, 2011 ore: 12:12 ]Di Fabrizio Miccoli, attaccante di classe del
Palermo
e talvolta della nazionale azzurra, conservo ancora una foto. Anni fa,
lui giocava nella Juventus che venne a Roma. Ho due figli maschi, che
all’epoca erano bambini. Uno tifoso juventino, l’altro romanista.
Miccoli però era della nazionale e piaceva a tutti e due. Vollero andare
all’albergo della Juve per chiedere l’autografo. Ottennero di più: una
foto abbracciati a lui che non era molto più alto di loro. Per caso mi
è capitata sotto occhio domenica scorsa mentre riordinavo un cassetto.
Stasera rientrando a casa la brucerò. Prima che finisca nelle mani
della Dia, dell’antimafia e della procura di
Palermo
che sicuramente ne è a caccia. Perché ieri abbiamo visto su tutti i
quotidiani italiani lo scandalo di Miccoli fotografato mentre
abbracciava il figlio di un boss di Cosa Nostra, Mauro Lauricella. Più o
meno negli articoli tutti dicevano: «Miccoli deve dare spiegazioni…».
Secondo il Corriere della Sera sarebbe stato presto convocato in
procura perché quella foto è imbarazzante. Insomma, se Miccoli si fa
ritrarre con il figlio del boss è mafioso di sicuro. Quindi temo che lo
siano un po’ anche i miei due figli cresciutelli: si sono fatti
ritrarre abbracciati a Miccoli che si è fatto ritrarre abbracciato al
figlio del boss. Temo che per la procura diventino anche loro sospetti
mafiosi per la proprietà transitiva.
I figli li salvo bruciando la foto e facendo sparire i file
elettronici: i negativi per fortuna non esistono più oggi. E Miccoli?
Lo abbandoniamo al suo destino negando di averlo mai fatto abbracciare,
sperando così di farla franca? Beh, dopo essere stati tanto
compromessi, qualche parola bisognerà pur dirla. Perché il reato di cui
si è macchiato deve essere gravissimo: come dice l’Unità, oltre alla
foto-ricordo è stato visto perfino nella tribuna dello stadio di Palermo
«con il figlio incensurato del boss». Meno male che lo scrivono! Perché
gli inquirenti devono essersi veramente straniti di trovare Miccoli
che fa il calciatore, in un posto strano come uno stadio. E addirittura
a fianco del «figlio incensurato del boss».
Ora non sappiamo se l’attaccante del Palermo
ne avesse davvero combinata qualcuna. Prima di sbatterlo come mostro in
prima pagina sarebbe bene saperne qualcosa. Lui certamente lo sa. Però
se la procura lo convocherà per avere spiegazioni sulla frequentazione
con il «figlio incensurato» del boss, un consiglio vorremmo darglielo.
Non risponda a una domanda che non ha alcun senso giuridico. La faccia
lui agli inquirenti: «Vorrei avere da voi spiegazioni sul motivo per
cui il figlio del boss è incensurato». Già perché se fa tanto scandalo
farsi fotografare con lui o frequentarlo, non dovrebbe essere
incensurato. Signori della Dia, voi pensate che Lauricella sia un gran
mascalzone? E come mai non lo avete indagato, arrestato e sì Fabrizio
Miccoli, 32 anni, calciatore del Palermo,
è finito nel mirino per l’amicizia con Mauro Lauricella, figlio di un
boss di Cosa Nostra [Ansa] censurato? Non ha combinato nulla di male? È
un bravo cittadino che magari perfino paga le tasse? E allora perché
avete fatto sbattere in prima pagina quella foto? Perché è un reato
essere figlio di boss incensurato? Ed è reato pure accompagnarsi a
figlio di boss incensurato?
Queste domande non possono restare senza risposta, perché un paese
civile non crea mostri in questo modo. Né scatena i propri migliori
commentatori per mettere subito alla berlina chicchessia, come è
accaduto ieri affiancando la storia di Miccoli a quelle di altri
calciatori famosi che si intrattenevano con latitanti (ed è ben altra
cosa). Ma un paese civile l’Italia non è più da tempo.
Fosca Bincher - Libero