Palermo, anche Pioli ora è sotto esame[ lunedì 29 agosto, 2011 ore: 11:04 ]La calda e lunghissima serata di Napoli ha aperto gli occhi al Palermo. O
forse ha confermato in modo chiaro e inequivocabile che di questo passo
non si va da nessuna parte. E allora si cambia. In tre giorni non sarà
facile trovare i rimedi alle incertezze che hanno segnato questi primi
mesi di stagione ma il Palermo ci proverà.
Come? Questo è da
vedersi. Sembra che piuttosto di cambiare allenatore (usanza in voga
nella gestione Zamparini e che spesso negli ultimi anni ha dato buoni
risultati) il club rosanero abbia deciso di mettere mano all’organico
cercando di coprirne le carenze. Due gli obiettivi: un centrocampista di
grandi qualità (non necessariamente un regista classico, Sogliano sta
lavorando su un italiano) e un attaccante. Da qui la voce girata
insistentemente ieri di un interessamento del Palermo per Alberto
Gilardino. Per la verità è più il club viola che vorrebbe Pinilla.
La
spia dell’emergenza si è accesa sabato notte, dopo il ko di Napoli tra
le luminarie del San Paolo. Il ko più pesante del precampionato, benché
ci fossero tutte le condizioni per un tracollo (anche ambientali e
motivazionali). Una sconfitta che però ha evidenziato tutta la
differenza di qualità tra rosanero e azzurri, che fino a pochi mesi fa
gareggiavano alla pari. La prestazione del San Paolo (mezzo tiro in
porta in tutta la gara, un bel passo indietro rispetto alla gara col
Fenerbahce) ha fatto scattare l’allarme e la prima tentazione è stata
quella di mettere alla sbarra l’allenatore e il suo staff.
Ritenendo
che Pioli non abbia mostrato la necessaria “determinazione” per
plasmare la squadra ormai tutta diversa da quella dello scorso anno, che
oggi non ha punti di riferimento, non corre più degli avversari
nonostante abbia iniziato la preparazione con due settimane di anticipo e
che fatica a mettere insieme tre passaggi di fila.
Sembra che
per un attimo a Zamparini sia passato in testa di richiamare Delio
Rossi, mettendo da parte il proprio orgoglio. Quasi un atto di umiltà,
di attaccamento ai “colori sociali”. Lino Mutti, ex del Palermo nella
stagione Sensi, un altro nome che è girato con frequenza tra i discorsi
del management rosanero.
Ma per ora Stefano Pioli non si tocca,
Zamparini lo ha scelto personalmente e nonostante la delusione per
questi primi risultati per questi primi risultati (domani sarà a Palermo
per un faccia a faccia con la squadra) vorrebbe portare avanti col
tecnico emiliano il progetto rosanero. Magari mettendogli a disposizione
quel paio di pedine che il tecnico gli ha chiesto e che possono
cambiare il volto di un gruppo senza un vero leader e di conseguenza
senza un gioco (…)
Carlo Brandaleone