Palermo, ecco Pioli: Tutto difesa e tecnologia[ venerdì 3 giugno, 2011 ore: 19:35 ]
La erre è arrotata come nella maggior parte di quelli di Parma. Stefano
Pioli, infatti, a Parma ci è nato quasi quarantasei anni fa, ma ben
presto il calcio lo ha portato altrove. Per l'esattezza lo ha portato
alla Juventus di Giovanni Trapattoni. Con la maglia bianconera Pioli ha
vinto uno scudetto, una Coppa dei Campioni (la finale dell'Heysel) e una
Coppa Intercontinentale. In quella squadra giocava gente come Platini,
ma fu Trapattoni a coniare per Pioli il soprannome di Nuovo Cabrini anche se il neo-tecnico rosanero oggi si definirebbe più un centrale di difesa. Già, la
difesa, il motivo di continuo contrasto tra Zamparini e Rossi. Lo
stesso motivo che ha convinto il presidente del Palermo ad affidare a
Pioli la panchina rosanero. A parlare in favore del tecnico
sono i numeri. La difesa del Chievo, al pari di quella del Milan, è
quella che ha incassato meno gol in casa. In totale, quella del Chievo
si è classificata al quarto posto tra quelle meno battute di tutta la
serie A. Sempre per restare ai numeri, il Chievo ha subito 40 gol contro
i 63 del Palermo. 22 punti nel girone di andata, 24 in quello di
ritorno. Il massimo dell'equilibrio.
E, infatti, la definizione che più danno di Pioli le persone che lo conoscono bene è quella di una persona equilibrata. Una persona educata, dal grande profilo umano. Uno però capace di alzare la voce quanto è necessario,
di dire in faccia le cose a dirigenti e calciatori. Ma più di ogni
altra cosa, un gran lavoratore. Pioli, come gran parte degli allenatori
della sua generazione, è un tecnico molto meticoloso, ai limiti del
pignolo. Basterà dire che nell'anno trascorso a Verona, ha vissuto insieme al suo staff rintanato a Veronello, il centro sportivo del Chievo a Peschiera del Garda.
Una vita fatta di calcio, calcio e ancora calcio. Si cominciava il
lunedì con la visione della partita giocata il giorno prima. Poi, il
martedì, toccava al dvd della squadra che il Chievo avrebbe affrontato
la domenica successiva. Il mercoledì, davanti alla tv con tutta la
squadra per vedere errori ed eventuali correzioni tattiche da apportare.
Dati aggiornati e memorizzati sul computer. Un allenatore tecnologico.
Quest’anno, infatti, Pioli è stato il primo tecnico a far filmare i suoi giocatori in partita e in allenamento con la tecnologia 3D.
Il Chievo ha firmato un contratto con la Panasonic che ha messo a
disposizione dell'allenatore e del suo staff tutta la sua tecnologia. Un
allenatore manager che controlla tutto: dalla dieta dei calciatori alla
logistica delle trasferte. Se Pioli abbia assimilato la cultura
del lavoro al 'Magistrale' di Parma dove ha studiato prima di
trasferirsi a Torino o, più probabilmente, sul campo non è facile da
dire. Chi lo ha visto crescere, prima sulla panchina degli
Allievi del Bologna (dove vince il titolo nazionale con una squadra
composta da giocatori stranieri) e poi su quella della Primavera del
Chievo, giura che già all'epoca si vedeva che Pioli sarebbe diventato un
buon tecnico. Un tecnico che adesso è chiamato all'impresa più grande
della sua carriera: fare ancora più grande il Palermo.
(La Repubblica - Edizione Palermo