Zamparini-Rossi: Palermo, la pace armata[ venerdì 28 gennaio, 2011 ore: 19:37 ]
'Magari adesso mi vendono anche Jara Martinez'. La
battuta di Delio Rossi è di martedì notte. Il Palermo ha appena
conquistato la semifinale di Coppa Italia grazie a un gol proprio del
diciassettenne paraguaiano. Il tecnico rosanero sta per andare a
festeggiare il compleanno e si gode il suo trionfo arrivato al termine
di una vigilia di alta tensione tra lo stesso Rossi e il presidente
Zamparini. Motivo del contendere era stato involontariamente proprio
Jara Martinez. A Rossi, che chiedeva l'ingaggio di un attaccante
in sostituzione di Maccarone, Zamparini aveva risposto che non ci
sarebbe stato nessun arrivo e che caso mai c'era Jara Martinez.
La storia è ormai nota a tutti. Rossi toglie Miccoli e schiera il
paraguaiano che segna il rigore decisivo nella sfida contro il Parma. A
chi gli chiede se quel cambio fosse stato un messaggio nei confronti di
Zamparini, Rossi risponde senza battere ciglio. 'Nessun messaggio. Io
volevo vincere la partita. Ho visto Miccoli stanco e ho messo dentro il
ragazzino. Gli ho anche detto di calciare l'ultimo rigore. Così ho dimostrato di avere le palle'. Eccolo semmai il messaggio a Zamparini che dopo l'1-1 contro il Bari aveva definito Rossi un allenatore senza palle. Di messaggi, più o meno romantici come questo, Zamparini e Rossi se ne mandano ormai da tempo. Ancora di più da quando Walter Sabatini, cuscinetto tra presidente e tecnico che mediava anche quando Zamparini chiamava nell'intervallo della partita di Praga chiedendo il cambio di questo e l'inserimento di quello, si è dimesso.
Ogni volta sembra che il rapporto tra i due sia al capolinea e ogni
volta invece si rinsalda. Era capitato così alla vigilia della partita
con il Napoli. Allora si disse che Zamparini volesse una difesa a
tre. Rossi giocò con la difesa a tre e perse la partita. Un messaggio
anche quello? Chissà, certo è che alla fine della gara il
tecnico rosanero disertò il canonico incontro con i giornalisti entrando
in un suo personalissimo silenzio stampa. Rossi dice senza mezzi termini che 'il Palermo diventerà una grande quando finirà di vendere i suoi gioielli'.
Zamparini ha invece più volte affermato che trattenere i pezzi migliori
quando ci sono le grandi con i loro ingaggi che chiamano è
difficilissimo. Rossi chiede un attaccante e Zamparini gli vende
Maccarone senza sostituirlo in attesa che ritornino Hernandez e Pinilla.
A chi gli chiede spiegazioni, Rossi, che un attimo prima ha salutato
Maccarone che ha svuotato il suo armadietto a Boccadifalco, dice di non
sapere nulla e di chiedere lumi alla società. Sembra l'amore litigarello
di una coppia che si punzecchia, ma che va avanti. Prima polemizzavano
sulla difesa, adesso sull'attacco. 'Ho grande stima di Rossi - l'ultimo
messaggio del presidente al suo allenatore -. Ha fatto bene a togliere
Miccoli per dosare le energie'. Insomma, un botta e risposta quasi continuo che alla fine però passa sempre in secondo piano grazie ai risultati più che lusinghieri che il Palermo gestione Zamparini e targato Rossi sta ottenendo.
Una storia d'amore contrastata sulla quale però fa da sfondo un rinnovo
di contratto, quello di Delio Rossi con il Palermo, in scadenza a
giugno. Un contratto non ancora firmato. E allora ecco che si scatenano le voci di mercato, smentite però dal tecnico rosanero, che il prossimo anno vorrebbero Rossi sulla panchina del Genoa e Gasperini o il tecnico del Maribor Milanic su quella del Palermo.
L'auspicio dei tifosi, che ogni domenica gridano: 'Delio Rossi non si
tocca' quasi a esorcizzare il possibile addio del tecnico, è che queste
siano solo voci da Fantacalcio.
(La Repubblica - Edizione Palermo)