Palermo dei picciotti: La favola contro il Parma[ lunedì 24 gennaio, 2011 ore: 19:11 ]
Il buon viatico per i quarti di Coppa Italia di domani? Il ricordo di una delle gare per antonomasia del Palermo dei picciotti, il memorabile 3-0 al Parma del 30 agosto 1995,
per il secondo turno a eliminazione diretta. Alla Favorita i rosa
dominarono dall'inizio alla fine i ducali, che avevano in panchina Gigi
Buffon e Filippo Inzaghi e in campo gente come Stoichkov, Pallone d'oro
in carica, Sensini, Crippa, Brolin e Dino Baggio. Nell'altra metà campo gli
undici del Palermo si chiamavano Berti, Galeoto, Pisciotta, Ferrara,
Biffi, Iachini, Caterino, Di Già, Giacomo Tedesco, Rizzolo e Vasari.
A parte qualche mestierante della B, c'erano giovani di belle speranze,
alcuni provenienti dalla Primavera, altri dalle serie inferiori.
In quella sera di fine estate la squadra di Ignazio Arcoleo, che aveva
eliminato l'Acireale nel primo turno, rifilò tre reti ai gialloblù che
erano una delle potenze del calcio italiano e avevano alle spalle la
Parmalat di Calisto Tanzi. L'incontro fu caratterizzato da una supremazia territoriale schiacciante del Palermo. Il primo tempo si concluse sull'1-0 grazie a una rete del terzino sinistro Giovanni Caterino dopo otto minuti.
'Di quella gara - racconta Caterino, che adesso fa il
procuratore ma sogna una carriera da direttore sportivo - ricordo ancora
tutto. Fu una di quelle volte in cui Davide sconfigge Golia.
Io feci il primo gol e permisi a Vasari di fare quello del 3-0. A noi
andò tutto per il verso giusto, perché non avevamo niente da perdere.
Eravamo piccoli, ma avevamo fame. Ne venne fuori un capolavoro, alla fine quelli del Parma quasi non capivano dove si trovavano'.
Ma quello che resta nella mente dell'ex terzino è la cornice di
pubblico presente allo stadio. 'La gente era tantissima - ricorda -
quasi non c'era spazio per tutti e molti piangevano di gioia. Ho visto
in tv Palermo-Brescia e mi fa rabbia vedere che lo stadio non era pieno,
mi auguro che per i quarti di Coppa con il Parma i tifosi rosanero accorrano allo stadio.
Un po' conosco il carattere dei palermitani, però non si può snobbare
una squadra che ha tutto per essere protagonista in campionato e in
coppa'.
Un marchingegno, quel Palermo, messo a punto da Ignazio Arcoleo, una favola che ebbe la ribalta dei riflettori nazionali. 'Quel Parma, allenato da Scala - sottolinea il tecnico di Mondello - giocava a memoria e aveva grandi campioni.
Noi, invece, eravamo alla nostra terza partita. Ma già dopo un paio di
mesi di lavoro, anche grazie alla grande disponibilità dei ragazzi,
diventammo una perfetta macchina da combattimento. È stato l'inizio di tutto, con tanti palermitani a servizio della squadra della propria città.
Fu un evento straordinario, ma nel calcio ci sta che una squadra più
debole ne batta una più forte, che magari prende sottogamba l'impegno'.
(Giornale di Sicilia)